Anelli o C di LANDOLT e E di Snellen/Albini

test con ci di landolt

Queste mire sono considerate come dei “reticoli semplificati”; sono quindi utilizzate nella valutazione dell’AV di risoluzione in quanto si tratta appunto di individuare, cioè “risolvere” l’interruzione dell’anello o l’apertura della E.

Il test presenta le E di Snellen, le E di Albini e le C di Landolt disposte su 1,2,3 righe (come le lettere).

E’ possibile scegliere fra la presentazione fissa o randomizzata. Le C di Landolt sono presenti negli otto orientamenti (verticale, orizzontale, obliquo).

E di SNELLEN a presentazione RANDOM e INTERATTIVA (metodo staircaise)

Un test di AV deve essere preciso (ripetibile ) accurato (il risultato deve essere il più “oggettivo “ possibile) sensibile (in grado di apprezzare piccole variazioni) di facile gestione e possibilmente veloce da eseguire.

metodo staircaise

La procedura ora descritta riunisce queste caratteristiche come nessun altro test.

Sul monitor viene visualizzata una sola mira: E di Snellen o C di Landolt con un orientamento assolutamente casuale che dovrà poi indicare il soggetto. La mira può essere presentata con o senza barre di affollamento e a tutti i livelli di contrasto.

L’operatore non deve far altro che agire sul telecomando quando la risposta è corretta o quando è errata, il software memorizza le risposte e modula la successiva presentazione aumentando la dimensione quando viene data una risposta sbagliata o viceversa quando questa è esatta .

Per velocizzare e ottimizzare la procedura si inizia visualizzando un livello intermedio di tutta la scala; se la risposta è corretta la difficoltà viene aumentata di 3 “livelli” e così fino al punto di inversione (cioè fino a quando viene oltrepassata la soglia di AV); da questo punto in poi si procede aumentando o diminuendo di un livello per volta.

E’ evidente che in poche battute ci troveremo vicini a quella che possiamo definire come soglia critica; questo consente il maggior numero di presentazioni vicine al limite di AV. nella zona definita di transizione.

Il software dà la possibilità di modificare le seguenti variabili:

  • il tipo di mira
  • il numero di presentazioni di mire
  • il range di visus
  • il contrasto
  • l’affollamento

Le risposte vengono successivamente analizzate e visualizzate graficamente quantificando il livello di soglia di acutezza visiva che viene calcolato sulla media dei valori ottenuti nella zona di transizione, escludendo dal calcolo i dati che non sono significativi (zona sopraliminare).

I vantaggi di questa particolare procedura sono:

  • nessuna possibilità di memorizzazione
  • massima standardizzazione e ripetitività del test
  • facilità di presentazione soprattutto con bambini perché è evidente che con la mira singola si evitano equivoci di ogni genere
  • controllo del coefficiente di affollamento (le barre di affollamento possono essere a diverse distanze o assenti del tutto)
  • velocità di esecuzione
  • le mire possono essere visualizzate a diverse condizioni di contrasto

Nel grafico riportato nella parte superiore della pagina (nella schermata del MOS) l’asse orizzontale riporta il numero di presentazioni effettuate, l’asse verticale invece il valore di A.V. relativo.

I punti verdi indicano le risposte esatte; i punti rossi quelle errate.

Nella barra di stato che si trova nella parte inferiore del monitor oltre al valore di AV vengono forniti anche i valori della deviazione standard (DS) e del limite di confidenza (LC).

La deviazione standard definisce la variabilità di una distribuzione di valori (in questo caso dell’AV) e viene calcolata con la seguente formula:

Xi = singoli valori trovati espressi in logmar

X= valore medio

N= il numero di presentazioni considerate

Il limite di confidenza al 95% indica la distanza dalla media del 95% dei valori considerati

LC= media +/- K* DevStd

K = coefficiente proporzionale al numero di presentazioni es: k per 5 presentazioni = 1.2416 per 8= 0.8360 per 15 = 0.5538 ecc…

 

Richiedi documentazione completa tramite il contatto