‘E’ DI SNELLEN A PRESENTAZIONE RANDOMIZZATA (contrasto fisso, acuità visiva variabile)

test di sensibilità al contrasto con contrasto fisso, acuità visiva variabile

E di Snellen a presentazione randomizzata

Il test descritto precedentemente (E Snellen random e interattiva) è disponibile a diversi livelli di contrasto.

Con questa procedura si ricerca la soglia di AV per un determinato livello di contrasto

I contrasti che sono impostati all’installazione si riconducono alla scala logaritmica (vedi tabella)Tutti i parametri del test sono modificabili.

TEST CON LETTERE A CONTRASTO VARIABILE : (contrasto variabile, acuità visiva fissa)

Il test presenta delle schermate di lettere ad un valore di A.V. costante:

test di sensibilità al contrasto con contrasto variabile, acuità visiva fissa

per la prima serie AV=0,125, per la seconda serie AV=0,3 ma ad un contrasto che decresce ad ogni riga secondo una progressione logaritmica di 0.15.

I valori nella barra di stato sono espressi in: logaritmo della sensibilità al contrasto, sensibilità al contrasto e contrasto percentuale.

Poiché le lettere sono mire scure su sfondo chiaro (stimoli ad onda quadra) il contrasto è calcolato secondo la formula di Weber:

C = (luminanza sfondo – luminanza carattere) / luminanza sfondo

RETICOLI AD ONDA SINUSOIDALE

test di sensibilità al contrasto con reticoli sinusoidali

Sono presentati dei reticoli ad onda sinusoidale del quale il soggetto in esame deve distinguere fra 3 orientamenti: verticale, inclinato di 15° a destra e 15° a sinistra.

La frequenza del reticolo (frequenza spaziale) è definita in cicli per grado e sono visualizzati i valori: 0,5 c/g – 1,0 c/g – 1,5 c/g – 3,0 c/g – 6 c/g – 12 c/g – 18 c/g.

Il contrasto che si può visualizzare per ogni frequenza spaziale va da 100% a 0,42% calcolato secondo la formula di Michelson: C= Lmax – Lmin / Lmax + Lmin ( NB: ricordiamo che normalmente viene applicata la formula secondo Weber per i reticoli ad onda quadra e secondo Michelson per i reticoli ad onda sinusoidale).

Nella procedura di presentazione si considera un intervallo di contrasto ottimizzato in funzione della frequenza spaziale (non vengono presentati i valori normalmente non identificabili e/o non significativi per velocizzare la routine).

Il reticolo è inscritto in un cerchio al centro del monitor mentre il grigio dello sfondo (superficie esterna al cerchio) è calcolato sul valore medio fra la luminanza max e minima della sinusoide per ridurre fenomeni di disturbo determinati dai forti contrasti con i bordi del cerchio e/o dall’abbagliamento relativo.

Fra una visualizzazione dei reticoli e l’altra è interposta, per una frazione di secondo, una schermata grigia con un’intensità proporzionale al contrasto presentato. Questa procedura è necessaria per neutralizzare il fenomeno che, grazie alla persistenza retinica, genera una sensazione di movimento quando presentiamo immagini simili in rapida sequenza; se così non fosse potrebbe succedere che il paziente identifica l’orientamento della mira non perché ne riconosce le caratteristiche ma perché ne “vede” il movimento.

Esecuzione del test :

  • Verrà visualizzato il primo reticolo alla frequenza spaziale di 0,5 c/g chiedete al soggetto di riferire l’orientamento del reticolo: verticale o verso destra o verso sinistra.
  • Se la risposta è corretta la procedura presenterà un nuovo orientamento ma con un contrasto più basso
  • Quando la risposta è sbagliata si memorizza ugualmente e si procede.
  • Se la risposta è dubbia o ritenete possa essere utile ripresentare lo stesso livello di contrasto la procedura cambia l’orientamento del reticolo ma non il contrasto.
  • In poche presentazioni si arriverà alla soglia di sensibilità al contrasto per quella frequenza spaziale.
  • A questo punto vi troverete ad un livello di contrasto che il paziente non distingue; il software presenterà una nuova serie di reticoli ma ad una frequenza spaziale più alta. Si procederà analogamente fino alla frequenza dei 18 c/g dove poi verrà visualizzato il grafico che rappresenta tutto il test

NB: il valore che viene memorizzato dal software per passare alla serie successiva corrisponde al livello di contrasto già correttamente riconosciuto che è precedente di quello sul monitor.

Se per comodità e/o scelta operativa si volesse memorizzare come “riconosciuto“ il valore di contrasto che si sta visualizzando si può ugualmente fare.

Il test prosegue con il valore di frequenza spaziale successivo ma memorizza il livello di contrasto visualizzato a monitor.

 

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